I Sonderkommandos della Memoria.

” La memoria umana e’ uno strumento meraviglioso ma fallace”  Con queste parole Primo Levi apre il capitolo iniziale del suo libro libro I Sommersi e I Salvati.

Ho ripensato a questa breve ma illuminante frase del più’ grande scrittore della memoria quando ho letto un paio di notizie che mi hanno provocato un senso di sgomento e disgusto, ma andiamo con ordine.  La prima notizia che ho letto su Il Messaggero.it e Il Giornale.it (ma l’ho letta anche su un paio di siti d’informazione online – RAI.it, Informazione.it) era quella relativa all’arresto di Johann B. cittadino americano residente a Filadalfia di 87 anni che il Centro delle Ricerche su Crimini Nazisti di Ludwigsburg ha identificato come una delle guardie che ad Auschwitz attendevano i deportati sulle banchine di quella terrificante stazione dove arrivavano di tutta l’Europa i treni merci pieni di untermenschen. Secondo Ludwisgburg, Johann B. era corresponsabile della morte di circa 340,000 ebrei.

Durante gli anni di tanto in tanto abbiamo letto notizie di questo tipo. Vecchi ex-criminali che venivano arrestati soprattutto negli USA o in Canada dove si erano nascosti usufruendo a volte della confusione degli anni successivi alla fine della guerra, ovviamente mentendo sulla loro condizione durante l’orgia nazista. Uomini di 80, 90 anni (l’ultimo in ordine di tempo e’ stato l’ungherese Laszlo Csatary che di anni ne aveva ben 97 e che e’ stato arrestato lo scorso 18 luglio per essere stato responsabile della morte di 12,800 persone). Ma quello che mi ha colpito sono stati i commenti all’articolo. Non si tratta di farneticazioni negazioniste come se ne possono trovare sulla rete o in oscuri libretti da quattro soldi, scritti da uomini da quattro soldi, piuttosto mi ha impressionato l’ignoranza, la completa mancanza di comprensione sulle vere ragioni per cui e’ ancora importante portare questi uomini davanti a una giuria di altri uomini. In quei “commenti” c’era l’assoluta ignoranza. Un vasto deserto dell’anima che nessun articolo, nessun “post”, nessun libro potra’ mai popolare. Un ignoranza assoluta, piena solo della perfetta mancanza di conoscenza.

Ma il bello ancora deve arrivare.

La seconda notizia che ho letto, anzi ho visto in quanto si trattava soprattutto di fotografie, mi ha lasciato un senso di sconforto che sta ancora durando  dentro la mia testa e che non riesco a mandar via.

Il giornale Estone Eesti Express ha usato una delle fotografie d’epoca (l’epoca della liberazione dei campi nazisti), di quelle vecchie, in bianco e nero. Di quelle dove gli scheletri ti guardano stipati dentro a minuscole cuccette fatte di legno spesso. Ti guardano con occhi enormi e profondi come pozzi senza tempo, vestiti di cenci, paura e dolore. Una di quelle fotografie che tutti noi conosciamo molto bene per e averne viste molte, sui libri, sui, giornali, nei documentari. Ma non l’abbiamo mai viste così’ come le ha usate il giornale Estone. Da campagna pubblicitaria.

“Con la cura del Dottor Mengele non diventerete mai grassi” o ancora ” A Buchenwald nessuno era sovrappeso”.  Quelli dell’Express si sono difesi affermando che non avevano intenzione di offendere gli ebrei (!), ma che avevano cercato di rispondere ironicamente a un altra campagna pubblicitaria fatta da una compagnia del gas, la Gas Term Esti. Non credo sia necessario descrivere quanto disgraziato sia il mettere insieme , foto di Auschwitz e Compagnia del Gas.

Io, non conosco i motivi che hanno spinto quelli che hanno preso la decisione di scegliere vecchie foto dell’Olocausto come base per patetiche campagne pubblicitarie. Soldi, Ignoranza, Razzismo?

Quelle fotografie, seppure vecchie sono fotografie di persone che hanno sofferto in modo indicibile, che hanno visto le loro famiglie, il loro mondo, la loro stessa essenza di uomini distrutta, violentata da altri uomini.

Lasciamoli in pace. Almeno da morti per favore, lasciamoli in pace.

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