Category Archives: children

No Easter Eggs.

children-lidice-4[6] (children’s war victims memorial in Lidice)

According to the United Nations children’s agency 14 million children are suffering because the war in Syria and Iraq.

No Easter eggs for them.

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January 27,1945-2015. Keeping the Memory alive.

Let’s not forget. Not now, not ever.

KZ Auschwitz, Einfahrt

 

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I AM NIGERIAN (Not only Charlie)

Today  I am also Nigerian (Not only Charlie).

Abubakar_Shekau_octobre_2014

Boko-Haram left bodies scattered everywhere in villages around northern Nigeria, killing as many as 2,000 people.

I don’t know their names.

That’s why today I am also Nigerian.

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Ricominciamo…

The_Dream_of_Happiness'_(1819)_by_Constance_Mayer(Constance Mayer, The Dream of Happiness,1819)

…dalle cose migliori.

Ricominciamo da un mondo più’ gentile e franco. Ricominciamo a parlare l’uno con l’altro. Ad ascoltarci.

Ricominciamo a ridere e proviamo ad essere aperti con chi e’ diverso da noi.

Ricominciamo a perdonare gli errori fatti contro di noi, quelli piccoli certamente ma anche (ogni tanto) quelli grandi, quelli che fanno male.

Ricominciamo a rispettare gli anziani, i malati, i bambini e i deboli. Anzi facciamo di più’: proviamo ad amarli.

Ricominciamo ad amare il mondo e non solo noi stessi che poi non siamo così’ importanti.

Ricominciamo ad essere umili di cuore e a guardare il mondo con occhi da bambini invece che da cinici mercenari.

Ricominciamo a lavorare per la pace. In qualsiasi modo. Anche dicendo ‘scusa’ di tanto in tanto.

Forza allora,

Ricomnciamo.

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Considerations of a Tired Man

enough_is_enough

The world outside seems like a crazy merry-go-around.

Severed heads. Shattered countries. Helpless presidents. Girls are raped like it’s nothing – in India and Sudan it can seem like it’s endemic. And the world is silent.

Chaos. Do we even know what we are anymore?

Everyone’s yelling about something; we’ve learned to bark better than the dogs. And the dogs are abandoned like they are trash.

Suffering. Children are used as human shields; it’s happening now in Syria and not too long ago in Gaza.

The North hate the South. The South swears the North is a plague. The Whites kill the Blacks. The Blacks murder other Blacks -and sometimes Whites, too. Ninety percent of the world is starving. Elephants are nearly extinct and tigers are killed to make throw rugs.

Priests speak of God, but they turn their backs and leave the little nuns in Burundi to do the work that Christ has asked of us: to love one another.

And we’re all waiting for the iPhone 6.

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C’era Una Volta…

chagall-vue-de-vitebsk” La piccola città’ era situata al centro di una pianura e non c’e monte o bosco che la delimiti. Si estende in piano. Comincia con piccole capanne e con piccole capanne finisce. Le case succedono alle capanne. e da qui partono le strade…Al loro punto d’incrocio si trova la piazza del Mercato. All’estremità’ della strada nord-sud c’e la stazione ferroviaria. Una volta al giorno arriva  un treno passeggeri…Quando piove si deve prendere una carrozza perché’ la strada e’ lastricata e l’acqua vi ristagna. La povera gente si raggruppa e prende un’unica carrozza, dove riescono a trovar posto sei persone che pero’ non possono star sedute. Il ricco siede da solo in una carrozza e per la corsa paga più’ di sei poveri…Gli otto vetturini sono ebrei. Sono ebrei devoti che non si tagliano la barba, e tuttavia non indossano il lungo caffettano di alcuni loro correligionari…Il sabato non guidano. Di sabato del resto nessuno ha niente da fare alla ferrovia. La città’ conta 18,000 abitanti, 15,000 dei quali sono ebrei…dei 15,000 ebrei, 8,000 vivono di commercio. Sono piccoli bottegai, bottegai più’ grossi e grandi bottegai. Gli altri 7,000 sono piccoli artigiani, operai, portatori d’acqua, studiosi, addetti al culto, inservienti della sinagoga, insegnanti, scrivani, copisti della Tora’, tessitori di Tallet, medici, avvocati, impiegati, mendicanti e poveri disgraziati che vivono della pubblica carità’…”

Questa e’ una tipica cittadina ebraica dell’Europa orientale, illustrata magistralmente da Joseph Roth nel suo libro Ebrei Erranti (Milano 1985). questa era la Shtetl, il mondo antico e perduto. Una realta’ sociale antica di centinaia di anni, nel cuore dell’Europa, ma sorprendentemente lontana e distante. oggi purtroppo dimenticata. Un mondo antico per molti versi misterioso e inaccessibile che ‘e stato distrutto dalla follia dell’uomo, anche se ancora abbondantemente descritto in magistrali pagine della letteratura Yiddish.

Per gli ebrei che vivevano nella Shtetl la vita era dura, sia per gli adulti che per i bambini che erano costretti a vivere un’infanzia brevissima. A quattro anni iniziavano ad andare al cheder, la scuola elementare giudaica, dove trovavano molto spesso maestri ignoranti e brutali che li subissavano di angherie e che rendevano la loro vita dura anche fuori dalle misere pareti di casa. Poiché’ la maggior parte degli abitanti della Shtetl non la si poteva certo considerare ricca. Si trattava di piccoli artigiani, a volte contadini, venditori ambulanti o persone che lavoravano nell’ambito della comunità’. Molto spesso lo stesso rabbi versava in cattive condizioni sopravvivendo con quello che la comunità’ pagava quando si recava da lui per redimere qualche controversia di tipo spirituale o materiale. E va da se’ che essendo le comunità’ spesso povere, anche la loro guida se la passasse male.

La cultura ebraica attinge le sue origini da una tradizione millenaria. E’ inevitabile perciò’ una ricchezza fuori dal comune di componenti ultraterrene e imbevute di antica superstizione.. La stessa essenza dell’ebraismo, e cioè’ Jahwet e quello che da Lui deriva (praticamente tutto), oltre a essere sacro, e’ magico. E di questa magia la tradizione degli ebrei orientali era intrisa sino all’osso. Il confine tra il sacro e il magico può’ essere sottile e ambiguo. Di questa ambiguità’ la Shtetl era intrisa. Il tipico abitante di ogni piccolo paese, villaggio o borgo dell’Europa orientale, credeva ad ogni sorta di superstizione.

Questo mondo e’ stato distrutto. Ricordiamolo, così’ che forse noi possiamo imparare dal passato e spargere dunque amore. Non odio.

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Imagine…

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Everywhere: From Gaza to Missouri, From Iraq to my backyard in Chicago

 

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Francesca and Marco (My Children)

I want to hear the same question from my children…Francesca and Marco.Quotation-Eve-Merriam-giving-child-birth-mother-dream-war-Meetville-Quotes-79058

Can you help me?

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A Simple Question

Indeed. 

Just a simple question.

MLK

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Our Real Purpose

What part of this we don’t understand?

Dalai Lama

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