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Dedicato a Tutte Le Lavandaie del Mondo.

Vecchia lavandaia

Nel libro autobiografico dello scrittore Yiddish, Isaac Bashevis Singer, e’ contenuto uno dei racconti forse più’ belli della letteratura del Novecento: La Lavandaia.

Narra la storia triste e dignitosa della vecchia donna “gentile” che ogni settimana lavava il bucato dei Singer per pochi soldi. Questa donna anziana e sola, abbandonata da un figlio ricco, si ostinava malgrado la sua eta’ a continuare il faticoso lavoro di lavandaia (siamo all’inizio del novecento). Faticava immensamente per non dipendere da nessuno e per onorare “l’amore per il lavoro che e’ una benedizione”. Alla fine della storia durante un inverno durissimo e dalle temperature polari la vecchia va a prendere un grosso carico di  biancheria da lavare. Ma invece di restituirlo dopo pochi giorni come era solito fare, sparisce e torna, ancora più’ curva e più’ vecchia dopo due mesi. Dice di essere stata molto malata, letteralmente in fin di vita “ ma non potevo riposare in pace nel mio letto a causa del bucato […]. Il bucato non mi lasciava morire”.

Al mondo che urla e cerca costantemente  di apparire, Il mondo globale e quello dei selfie. A quello che crede che tutto sia dovuto e per sempre. Quello sordo alle violenze siano esse della guerra civile in Siria o al piano di sotto nel nostro condominio. A quel mondo di furbi che non hanno mai fatto nulla nella loro vita ma che vogliono tutto comunque, ai disonesti. A quelli che rubano all’Expo di Milano o imbrogliano le vecchiette al bancomat. A quelli che vogliono essere primi ministri così’ che possono salvare le loro aziende. A tutti questi e a questo antepongo la vecchia lavandaia di Singer.

Donna senza voce. Che non e’ mai apparsa. Che non ha mai strillato. Che non si aspetta nulla dalla vita se non la giusta ricompensa per aver fatto il proprio lavoro e bene. E a tutti quelli come lei, quelli senza voce, che sono l’elica del mondo e che lo spingono avanti in silenzio ma con dignità, voglio esprimere la mia ammirazione e la mia gratitudine.

Grazie.

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Parole, Parole, Parole…

I cardinali elettori pronti per il Conclave

Il NYT ha detto che Papa Francesco sta ridefinendo la Chiesa.

Secondo me invece il NYT non capisce la Chiesa cattolica per estensione e soprattutto le vecchie abitudini vaticane. Scusate se sembro arrogante ma dopotutto vivo in America da quasi venti anni e ho studiato in Vaticano crescendo letteralmente all’ombra del “Cupolone”.

E’ indubbio che Papa Francesco ci appaia come un raggio di luce nuova. In fondo questo vecchietto arzillo di settantotto anni parla  a braccio.  Si fa fare i selfie con i ragazzini, fa battute e discute con i giornalisti standosene in piedi mentre l’aereo sfreccia piu’ alto delle nuvole.  Di tanto in tanto dice cose che non ci aspettavamo. Bene, anzi benissimo.

E poi?

Mi ricordo la grande impressione che fece Giovanni Paolo II quando venne elevato al soglio petrino. Il mondo abbraccio’ quel polacco che sorrideva, parlava con un accento strano, portava l’orologio al quarzo (e tutti se ne stupirono), nuotava in piscina e se ne andava a sciare, almeno fino al tragico attentato del tredici maggio 1981. Eppure quel Papa che all’inizio ci apparve come un uomo nuovo che stava portando un vento innovatore nella Chiesa, si e’ rivelato un’ arcigno conservatore che ha riportato la Chiesa indietro di molti anni fermando quel magico progresso che Giovanni XXIII aveva iniziato con l’epocale Concilio Vaticano II.

Non credo che Francesco sia dello stesso stampo (grazie a Dio) di Giovanni Paolo II. Sarebbe la fine per la Chiesa di Roma. E a quelli che leggendo queste righe saltassero sulle loro sedie voglio  ricordare che i primi disgustosi rapporti sugli abusi dei preti coperti dai vescovi vennero a galla sotto il suo pontificato. Il Cardinal Ratzinger aveva gia’ nel 1991 presentato a Giovanni Paolo II un rapporto sui gravi crimini contro i bambini. Non se ne seppe piu’ nulla fino a qualche anno fa.

Piazzando abilmente vescovi e arcivescovi ultraconservatori in tutto il mondo ha praticamente fermato il progresso della Chiesa di Roma chissa’ per quanto tempo ancora. Con la conseguenza di continuare ad allontanare i fedeli dalla Chiesa. Non credete ciecamente alle occasionali adunate di fedeli in paesi in cui vedono il papa molto di rado. Fatevi invece un giro per le parrocchie alla domenica mattina. Le chiese son quasi tutte vuote.

Non date solo la colpa ai tempi nuovi. Alla gioventu’ scapestrata.  Al capitalismo e materialismo imperanti.

Se la Chiesa non comprende che i tempi sono cambiati, perche’ la colpa deve necessariamente essere del “mondo” e dunque nostra? Perche’ invece per una volta in duemila anni la Chiesa non ammette i propri errori? Una bella enciclica dal titolo In Enormes Errores Ecclesiae (Sugli enormi errori della Chiesa) darebbe ai fedeli una speranza. Alla Chiesa manca quell’umilta’ che troppo spesso invece invoca per gli altri e predica continuamente.

Francesco parla e parla e parla. Ma i fatti? I divorziati ancora non possono ricevere i sacramenti. Le donne ancora non contano nulla. Gli omosessuali sono ancora esseri malati.

E’ di oggi la grande notizia che Francesco ha creato una commissione che dovra’ decidere sulla commissione per i crimini contro i bambini.  Avete letto bene: una commissione sulla commissione.

E a che servira’ mai questa “commissione” di otto persone sparse per il mondo? Quando si incontrano? Che cosa decidono? Come si parlano? Francesco crede forse di avere trent’anni e tutto il tempo davanti a lui? Scusatemi, ma stiamo parlando di un anziano di quasi ottant’anni a cui manca un polmone. Se deve fare qualcosa per la Chiesa, la faccia.

Tanto rumore per nulla. Questo e’ sino ad oggi il pontificato di Francesco. Pubbliche relazioni.

O come cantava Mina…

Parole, Parole, Parole…

PS Per i miei lettori non Italiani, Mina e’ una grande voce della musica italiana e Parole Parole Parole, una sua canzone

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E Le Suore No?

Monaca-di-MonzaAmmettiamolo.

Ai preti dice meglio. Mi spiego: Essi hanno figli illegittimi, amanti (di tutti e due i sessi) piu’ o meno nascosti. “Mogli” che vivono nell’ombra; insomma ne fanno e ne hanno fatte di tutti i colori eppure non vengono spretati o mandati in esilio anzi mi risulta  che in molti casi siano le varie diocesi a pagare il mantenimento di questi figli dell’ombra. E’ stato cosi’ da secoli e  va’ in tal modo in questo nostro mondo sbilenco. Nessun stupore. Di questi tempi un prete che ha un figlio illegittimo non fa veramente notizia. Amen.

Ma fa notizia invece la storia che ho letto nei giorni scorsi di una suora salvadoregna, Suor Roxana Rodriguez la quale ha partorito nell’Ospedale San Camillo in Rieti un bel maschietto di 3.2 chilogrammi  che e’ stato chiamato Francesco. Il fatto per se non mi turba, ma quello che mi ha dato fastidio e’ come si sia espresso il Vescovo di Rieti, Monsignor Delio Lucarelli. Infatti il prelato ha suggerito alla suora di lasciare la vita conventuale e di tornare allo stato laicale. Raccomandazione questa che infatti e’ stata subito raccolta e condivisa dalla madre superiora del convento Delle Piccole Discepole di Gesu’ dove viveva Suor Roxana.

Due pesi e due misure. Non sono un ingenuo e non mi stupisco di come la vicenda sia stata trattata eppure mi da fastidio leggere dell’ipocrisia e divergenza di trattamento che la Chiesa di Roma riserva alle donne. Non parlo di Teologia. Questa notizia e’ infatti una non-notizia. Una donna ha fatto sesso con un uomo (anche se aveva promesso di astenersi) ed e’ rimasta incinta.

Da Cattolico vorrei che la mia Chiesa si comportasse in modo piu’ rispettoso verso le donne e che smettesse di considerarle inferiori agli uomini nonostante le belle parole di circostanza.

Mi risulta che il piccolo sta bene e in fondo questa e’ la cosa piu’ importante.

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