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La Casta

 

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Lo ammetto; avverto la stanchezza.

Ho l’impressione di scrivere solo di loro: i Vescovi della Chiesa Cattolica (anche se in fondo  scrivo di molto altro). Continuo a scrivere di questi arzilli vecchietti o attempati signori di mezza eta’ che continuano a proteggersi l’uno con l’altro. O a dire, come in questo caso, cose che non fanno altro che danneggiare quella Chiesa di cui essi si definiscono  pastori.

In fondo e’ solo notizia di ieri (riportata tra l’altro dal Messaggero e dall’Huffington Post) :  che la CEI, commissione episcopale italiana) ha dichiarato che , I Vescovi non hanno alcun dovere giuridico di denunciare alle autorità di polizia i preti pedofili, dunque quei soggetti di cui loro sono i supervisori. Hanno solo un “dovere morale”. In pratica ci avvertono che loro non sono legalmente responsabili.  E’ come se dicessero “Non potete accusarci di nulla. Sono solo loro i preti cattivi ad essere responsabili. Sono loro quelli sporcaccioni. Cattivi. Brutti. Sporchi. Noi invece siamo buoni e innocenti”.

Come fece un signore duemila anni fa, se ne lavano le mani. Il signore in questione era un funzionario romano, tale Ponzio Pilato.

Trovo molto interessante come in questo periodo pasquale la Casta che in fondo e’ il vero problema della Chiesa, faccia annunci pilateschi. Ogni giorno di più’ penso che se tornasse sulla terra quel  rivoluzionario rabbino ebreo vissuto duemila anni fa e a cui loro fanno sempre riferimento, (almeno a parole), forse li caccerebbe via dal Tempio come gia’ fece una volta con i farisei.

Chissà che direbbe allora la Casta?

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L’Ultimo Cantore: Isaac Bashevis Singer (III)

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…Forse ancora influenzato dall’opera del fratello, scrive un vasto romanzo epico sullo stile dei Fratelli Ashkenazi, La Famiglia Moskat, considerato, nonostante alcuni suoi difetti come uno dei suoi lavori migliori di quegli anni e che verra’ tradotto in piu’ lingue. Sulla falsariga di questo successo inizia un’altra saga familiare: La Fortezza che verra’ pubblicata per tre anni consecutivi sul Forward e nel frattempo scrive uno dei suoi racconti piu’ belli: Gimpel L’Idiota (1953) pubblicato sulla rivista letteraria Partisan Review e che gli dara’ un’altra dose di notevole fama.

Le maggiori riviste americane pubblicano regolarmente i suoi lavori e inizia cosi’ la produzione di due romanzi lunghi: Shadows on the Hudson e A Ship To America. Noonday pubblica la sua prima raccolta di racconti: Gimpel The Fool and Other Stories. Con il romanzo il Mago di Lublino (1958-59), Singer abbandona le saghe familiari ad ampio respiro e concentra i suoi sforzi su un solo personaggio trainante.

Lo Schiavo e’ il romanzo successivo, che riceverà’ critiche eccezionali diventando un bestsellers internazionale. Con questo successo la fama di Singer decolla definitivamente. Stringe un forte sodalizio con gli editori Farrar, Strauss & Giroux, con i quali da questo momento pubblicherà i suoi lavori.

Arrivano altre grandi soddisfazioni. Edmund Wilson per la prima volta propone il suo nome per il Premio Nobel e il New Yorker gli mette a disposizione un’intera redazione per la revisione del  racconto The Slaughter che intende pubblicare.. Dal 1966 al 1968 esce il famoso Nemici, Una Storia D’Amore che diventerà un libro sei anni dopo.

E’ di questi anni l’inizio della sua scrittura autobiografica con Alla Corte di mio padre e successivamente con Un ragazzo in cerca di Dio e Un giovane in cerca d’amore.

Prende a scrivere anche storie per ragazzi, la cui prima di una serie fortunata sarà Zlateh the Goat. Tiene centinaia di conferenze, interviste e letture negli Stati Uniti e in Israele. Per la raccolta di favole A Day of Pleasure vince il prestigioso National Book Award. Escono i racconti Un amico di Kafka e a puntate come sempre sul Forward, Il Penitente.

Si dedica anche al teatro pressato da continue richieste, componendo opere come The Mirror, Schlemiel The First, Yentl TeheYeshiva Boy. Nel 1973 per la raccolta di racconti Una corona di piume, ottiene per la seconda volta il National Book Award.

Dal 1974 ovviamente sul Forward esce a puntate Shosha, storia del suo amore per la bambina vicina di casa. Uscira’ quattro anni dopo in libreria raggiungendo un nuovo e incredibile successo.

Nel 1978 riceve il Premio Nobel.

Vengono pubblicati Vecchi Amori e Perduto in America, ennesimo capitolo della sua produzione autobiografica. Pubblica  stavolta con l’editore Doubleday Conversation with Isaac  Bashevis Singer (1985).

Nel 1987 subisce un’operazione agli occhi dalla quale fatica a riprendersi, ma nonostante questo continua imperterrito a scrivere Il re dei campi nel 1988 e nel 1991 l’ultimo suo lavoro, Schiuma.

Morirà’ pochi mesi dopo: il 17 luglio 1991.

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L’Ultimo Cantore: Isaac Bashevis Singer (II)

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…La vita cambia radicalmente per Isaac. Continua il suo allontanamento dai costumi chassidici. Ha una relazione, la prima di una certa serieta’ con una donna più grande di lui: Gina Halbstark. Nel 1925 scrive il racconto In the World of Chaos, in cui il protagonista e’ un cadavere che non sa di essere morto. A questo seguono altri racconti, tra cui Oyf Der Elter (In Vecchiaia). Prende  a fare traduzioni di opere importanti della narrativa moderna , come Pan di Knut Hamsun, Romain Rolland  di Stefen Zweig e Niente di Nuovo Sul Fronte Occidentale di Enrich Maria Remarque.

Nel 1934 esce a puntate sul periodico Globus, quello che poi diventera’ il suo primo e unico romanzo pubblicato in Europa e che restera’ uno come uno dei suoi piu’ belli: Satana a Goray. La critica che riceve e’ senza dubbio positiva, anche se qualcuno lo accusa di non aver presentato gli ebrei sotto una buona luce specialmente in un momento di pericoloso antisemitismo.

Il 1935 diventa l’anno della svolta nella per Singer. Lascia la Polonia, dove l’aria iniziava a diventare pesante per gli ebrei, cosi’ come in molti altri paesi europei, ed emigra negli Stati Uniti su invito del fratello Israel, che l’anno prima era divetato redattore del quotidiano americano-yiddish Jewish Daily Forward. Partendo, oltre alle ansie e ai timori per il suo futuro, Isaac lascia Runya, la donna da cui aveva avuto il suo unico figlio: Israel. Anche se madre e figlio gia’ vivevano nell’Unione Sovietica, dove Runya, fervente comunista si era rifugiata. Lei in seguito si sposera’ con un commerciante ebreo e andra’ a vivere in Israele, mentre il figlio diventera’ giornalista e traduttore di alcune delle opere di suo padre.

Ma la vita negli Stati Uniti come per molti altri emigranti all’inizio non si presenta facile.  Arrivato con un semplice visto turistico, Singer ha grossi problemi di ambientamento oltre che di carattere legale. Subisce insomma un vero e proprio shock culturale. In seguito dira’ “…avevo l’impressione di aver perso le mie radici e di non poter piantarne altre in questo paese…”. Anche la sua vena creativa segna il passo. Sul Forward pubblica solo qualche articolo e usa spesso gli pseudonimi di Isaac Warshawasky o David Segal. Addirittura non riesce a completare il romanzo iniziato a Varsavia; Messias the Sinner, mente il fratello piu’ grande con l’eccellente romanzo I Fratelli Ashkenazi raggiunge la fama letteraria. I suoi parenti che erano rimasti in Polonia vengono deportati e moriranno di assideramento e stenti.

Nel 1937, durante una breve vacanza suoi monti Catskill, Singer incontra un’emigrante tedesca, sposata e madre di due bambini: Alma Wassermann. Isaac e Alma inizieranno una relazione clandestina che terminera’ con il loro matrimonio qualche anno dopo. La Wassermann sara’ una presenza molto importante a fianco di Singer che come lei stessa ha ammesso una volta, non aveva un carattere facile.

Di li’ a poco entra a far parte dello staff regolare del Forward e riprende a scrivere. Purtroppo nel 1944 a soli cinquant’anni muore d’infarto il fratello. la scomparsa di Israel ha su Singer un doppio effetto. Se da un lato egli piange la scomparse del suo maestro e padre spirituale, dall’altro avverte la liberazione di quel senso d’inibizione che il celebre fratello involontariamente gli causava.

Gli giunge una nuova ispirazione e scrive alcuni racconti lunghi racconti: Zeidlus il Papa, Dal Diario di Un Non Nato, La Distruzione di Kreshev. Chi leggera’ questi racconti non riesce a capacitarsi, pur se scritti in modo magistrale, a chi possano interessare quelle storie piene di spiriti e demoni in una Polonia sparita che non esiste piu’. Eppure, nonostante lo scetticismo, i suoi lavori iniziano a prendere piede tra i lettori, lanciando chiari segnali del successo che di li’a poco arrivera’…

(continua)

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L’Ultimo Cantore: Isaac Bashevis Singer (I)

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Oggi, troppo spesso tendiamo a dimenticare. La nostra memoria diventa sempre piu’ debole e obliqua. Molti non hanno piu’ voce. Essa e’ stata spazzata via dal tempo o dalla violeza. Umilmente Attenti Al Lupo cerca di raccontare chi non puo’ piu’ farlo. Isaac Bashevis Singer e’ stato il grande narratore dell’ebraismo orientale, quello stesso che e’ stato spazzato via dalla follia nazista.

Proviamo dunque a ricordare.

Isaac Bashevis Singer nasce nel piccolo villaggio polacco di Leoncin il 14 luglio 1904. Figlio di Pinchos Mendel e Basheva. Il padre rabbino, e’ un fervente seguace del movimento chassidico, una corrente mistico-popolare fondata nel XVIII secolo dal Baal Scem Tov, in opposizione al razionalismo e al formalismo talmudico. Il padre si Singer e’ un uomo estremamente pio e interamente dedito a Dio e alla preghiera mentre la madre e’ costretta a preoccuparsi della vita quotidiana della famiglia che da un punto di vista economico non naviga certo in buone acque. Per questo motivo i Singer decidono di trasferirsi prima a Radzymin (1907) e l’anno successivo a Varsavia, capitale della Polonia e centro piu’ importante del giudaismo orientale.

La famiglia Singer andra’ ad abitare in un appartamento minuscolo e malsano di via Krochalma nel cuore del quartiere ebraico; quella stessa via che tornera’ spesso nei suoi scritti  come uno degli habitat preferiti dai protagonisti delle sue storie. Infatti nella Krochalma la tipologia umana e’ talmente varia da essere perfetta per la creazione di molti  variegati ed indimenticabili personaggi singeriani. Ladri, rabbini, prostitute, madri di famiglia, giovani studenti di yeshivah e avventurieri di ogni risma.

Anche a Varsavia pero’ la vita non si rivela tra le piu’ facili. In piu’ i genitori di Isaac per convincerlo dell’esistenza di Dio prendono a narrargli innumerevoli storie di demoni, diavoli, spiriti malvagi che vengono sulla terra per dannare gli uomini in generale e gli ebrei in particolare. alla sua angoscia infantile Isaac trova conforto nell’amicizia della piccola Shosha, sua vicina di casa e coetanea che gli dara’ lo spunto per il magnifico personaggio, forse uno dei piu’ belli di tutta la sua narrativa, dell’omonimo romanzo.

Negli anni antecedenti la prima guerra mondiale (dunque quando era ancora molto giovane) Isaac pur senza maneggiare perfettamente l’alfabeto ebraico, inizia a leggere di nascosto la Cabbala cioe’ l’insieme delle dottrine mistiche ed esoteriche della tradizione ebraica che riguardavano Dio e i misteri piu’ profondi dell’universo e che si ritenevano fossero rivolte a un numero esiguo di persone. Inizia anche a scrivere, e nei suoi primi appunti dimostra di non gradire l’educazione ebraica tradizionale, come infatti ha detto  lui stesso “…tutto era peccato nella nostra casa…disegnare era peccato…correre anche…tutto insomma aveva una chance di diventare peccato…”.

Nel 1914 la famiglia Singer si trasferisce finalmente in un’appartamento piu’ grande, addirittura con il bagno e l’allacciamento del gas. In questo periodo il fratello maggiore Israel Joshua, inizia ad occuparsi di letteratura e filosofia e a dubitare nello stesso tempo di Dio e del libero arbitrio e influenzando in questo modo il giovane Isaac. E’ bene ricordare che Israel Singer diventera’ a sua volta un grande scrittore, autore di epici ed indimenticabili romanzi di grande respiro storico e narrativo come I Fratelli Ashkenazi e La Famiglia Carnovsky.

Isaac intanto, prende a trascurare le letture religiose e strettamente ebraiche avvicinandosi anch’egli a letture profane. Di nascosto dal padre legge Delitto E Castigo di Dostoevskij e scopre Spinoza di cui si appassionera’ oltre misura. Con il procedere della guerra, a Varsavia giungono schiere di fuggiaschi russi e scoppia un’epidemia di tifo. Il fratello Israel che aveva disertato la chiamata alle armi ed era scomparso per alcuni mesi, riesce a pubblicare il suo primo racconto sulla vita chassidica in Polonia. Varsavia non e’ piu’ abitabile, e i Singer, tranne il padre di Isaac, Pinchos Mendel, si trasferiscono in campagna  a Bilgoray, paese d’origine della madre. In questo periodo, Isaac, inizia  a leggere Strindberg, Turgeniev, Tolstoj, Maupassant, Cechov ed inizia a dare lezioni d’Ebraico per guadagnare qualche soldo.

Nel 1919 torna a Varsavia per andare a studiare nel seminario rabbinico di Tachkemoni; ma nel giro di qualche settimana l’abbandona, anche perche’ quello che gli veniva insegnato, lui, Isaac, lo conosceva gia’. Nel frattempo il fratello Israel diventa coeditore della rivista Literarische Blatter e gli trova un posto da correttore di bozze. Isaac pero’ non riesce a scrivere nonostante ci provi con tutto se stesso. Medita addirittura il suicidio. Poi finalmente ha un’illuminazione: capisce che per scrivere deve usare la sua lingua, quella che ‘e veramente sua.

L’Yiddish. D’ora in poi scrivera’ solo in questa lingua…

(continua)

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Piccolo Nerone

BerlusconiUn Berlusconi sempre piu’ versione Nerone si permette a lanciare strali e a minacciare non solo il Premier Enrico Letta, ma anche tutti gli Italiani. “Premier intervenga sulla Severino o sara’ crisi”. Queste le ultime minacce di Berlusconi, che lo ricordo e’ un condannato ufficiale. Eppure egli e la sua banda di inutili leccaculo continuano a strillare.

Sono appena tornato (letteralmente ieri sera) e come sempre quando sono in Italia mi stupisce e rende triste allo stesso tempo il veder dedicati alla Banda Berlusconi meta’ dei poveri telegiornali di qualunque stampo e su qualsiasi rete e decine di pagine stampate da quotidiani di ogni risma, non importa se di destra o di sinistra. Del Centro taccio perche’ non so se esiste ancora. Parrebbe che in Italia non esista altro che la sorte di quest’uomo condannato e con molti altri procedimenti penali che continuano a pendere sulla sua testa.

Esiste solo Berlusconi. Si e’ imposto e viene imposto. Egli e’ l’involuzione definitiva dell’Italiano peggiore. Quello scaltro, magliaro, ladro. Perennemente attento alle gonnelle in un delirante bisogno di sentirsi sempre il piu’ maschio di tutti.

Non prevedo il futuro e non posso dire come sara’ quello italiano, spero solo che sia diverso da questi ultimi venti anni.  Spero che l’Italia diventi finalmente un paese normale. Dove ci sia lavoro per i giovani, rispetto per gli anziani. Tasse pagate in modo equo e da tutti. Un governo di donne e uomini che si rispettino e che lavorino veramente per quelli che li hanno eletti.

Spero che un giorno (presto) il piccolo Nerone sparisca e ci lasci finalmente in pace. E che di lui resti solo polvere e cenere.

Spero.

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October 30, 2013 · 11:59 am

In fondo la vita non e’ cosi’ brutta

papa-francesco_h_partbNon posso ancora dire se Papa Francesco sara’ un grande Papa. Per intenderci, uno di quelli che cambieranno la storia della Chiesa tipo Innocenzo III, Gregorio VII o anche Giovanni XXIII. Quello che posso dire e’ che sicuramente questo si sta rivelando sempre di piu’ come un Papa umano. Molto umano. Facendo sparire quella patina di antico e irraggiungibile di cui spesso i pontefici sono ricoperti. Ha rifiutato l’appartamento papale, si trascina il suo borsone nero, ha le scarpe vecchie. Spesso si vedono i pantaloni scuri sotto la veste bianca. Gli piace il calcio. Mette lo zucchetto in testa ai bimbi. Parla a braccio. E dice cose importanti, fresche. Nuove. Considerando l’entusiasmo che Francesco genera quando incontra la gente si puo’ dire che stia portando un vento di novita’ e forse di rinnovamento in una Chiesa di Roma che era stanca. Vecchia e squassata da tempeste pericolose. Una Chiesa assediata.

Eppure forze reazionarie anche un po idiote dell’oscurantismo piu’ becero lo criticano a viva voce.  E’ accusato di mediocrita’ dal giornale online http://www.ncregister.com. Visto come un nonnetto un po’ scemo dal sito http://www.tradition-inaction.org e  naturalmente criticato a piena pagina dal blog http://www.messainlatino.it.

E questa e’ solo la cima dell’Iceberg. Gli anni di Giovanni Paolo II e di Benedetto VXI hanno portato la Chiesa di Roma molto spesso nelle braccia di forze conservatrici, nascondendosi nelle comodi e facili sicurezze di tradizioni vecchie e che sempre di piu’ sono lontane dalle vere esigenze dei cattolici del XXI secolo.

Papa Francesco non e’ un pericoloso eretico. Non distrugge i “valori cattolici”, ma anzi li rende piu’ forti e paradossalmente piu’ cristiani. Sta dicendo al mondo, che il mondo e’ di tutti noi. Anche dei gay, dei divorziati e dei poveri. Ha ragione quando dice che le donne sono piu’ importanti di Vescovi e Cardinali.

Ma non solo Lefebvriani, Negazionisti, Sedevacantisti, I Nuovi Crociati o i Fatimisti cioe’ frange estreme della reazione cattolica sono contro di lui. Ma anche quelle piu’ “normali” dei tradizionalisti cattolici che sono in numero non indifferente e vantano il sostegno di molti Vescovi e diversi Cardinali e che si muovono per respingere quello che Francesco cerca di portare nel mondo e di risvegliare nella Chiesa di Roma.

Una nota personale.

Alcune settimane dopo la sua  elevazione di Papa Francesco al soglio petrino sono andato a cena, qui a Chicago, con un mio amico sacerdote di cui sospettavo simpatie reazionarie.  Durante quella cena in cui il cibo era ottimo, il vino generoso e abbondante e la conversazione fluttuava libera. Ad un certo punto e con tono quasi cospiratore, il mio amico prete mi chiese (abbassando la voce e guardandosi intorno come se fossimo personaggi in un libro di LeCarre’) che cosa pensassi di Francesco e se anche io temevo che potesse essere pericoloso.

Pericoloso?

Piu’ delle chiese vuote? Degli abusi sui bambini? Delle malversazioni finanziarie? Delle lobby di potere in Vaticano?

Presi il bicchiere, lo vuotai assaporando il sapore pieno di quell’ottimo Barbera, guardai il mio amico e gli dissi:

“…just get a life”…

E a quei beceri oscurantisti voglio mandare lo stesso messaggio. Invitandoli anche a bersi una buona bottiglia di vino rosso che in fondo la vita non e’ cosi’ brutta.

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OBVIOUSLY, CHAOS

Chaos.

The last Italian elections  have proven, yet again, the fundamental impossibility for Italy to be a normal country. A country where people find work, pay fair and just taxes, and is represented by honest and experienced people.

A country where the sky is blue, and the yellow sun shines kindly over children playing on green grass, while a festive little paper boat drifts toward the horizon on cheerful waves. A normal country. Where miracles are the exception and not the rule that everyone expects every day. A normal country, where the candidates are not suspect billionaires mixed up in hundreds of controversial court cases that range from corruption to child prostitution. Exactly as Silvio Berlusconi is.

A normal country where there should not be characters like Beppe Grillo, who shouts his empty and rabid outrage, playing the card of boorish populism to which Italians, unfortunately, have been accustomed for centuries.

In a civilized country, in fact, Berlusconi would have already been in prison for a long while. But instead, making use of his inordinate wealth, he’s not only free, but even running (again) to lead the country.

More Chaos.

Beppe Grillo shouts. He destroys, yet, to build is something else. One needs to have real ideas and proven experience. A sense of moderation and respect for others. But too often those who shout possess neither the sense of moderation nor respect for others.

Even though I’ve written this post in English, I am Italian and I would like only to be a citizen of a normal country, where the young find work, the people pay their taxes and there is respect for others. I see instead a bad actor, a fraud, an old man with his face lifted by the scalpels of plastic surgeons, with the audacity to want to lead my country.

There is chaos in Italy. And Italy is our country.

 

 

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