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Santa e Puttana (con tutto il rispetto per le Puttane).

Basilica di San Pietro

Tra pochi giorni sapremo se la Chiesa di Roma inizierà’ ad essere più’ madre e dunque meno matrigna. Divorziati, Gay, Famiglie del XXI secolo, Risposati e compagnia bella, almeno quelli che nonostante tutto ancora si sforzano di essere Cattolici anche se sono sempre presi a calci in faccia, attendono la risposta del Sinodo che sta per concludersi nelle ovattate sale all’interno del Vaticano.

E’ piu’ cattolico un Divorziato (risposato) che vuole prendere la Comunione o un prete pedofilo? Io voto per il Divorziato.

E’ più’ cattolico un Gay che vuole essere vicino (tramite il Sacramento della Comunione) a Gesu’ Cristo oppure un vescovo che copre, ha coperto, sta coprendo, gli abusi dei preti colpevoli?  Io voto per il Gay.

Francesco e’ un ingenuo se crede davvero che il marcio sia stato eliminato del tutto dalla Chiesa di Roma.

La Chiesa di Roma e’ stata per duemila anni Santa e Puttana.

Perché dovrebbe cambiare all’improvviso?

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Il Coraggio dei Vescovi, o No?

Sant-Ambrogio-Vescovo

I Vescovi della Chiesa di Roma, durante questo Sinodo potranno scegliere tra l’essere veri pastori o ancora una volta ciechi davanti al mondo. Speriamo che la loro ipocrisia venga lasciata al di fuori del tempio.

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Zia Yentl; Ovvero il Desiderio di Raccontarsi di Quelli Senza Voce

 

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Vi siete mai domandati perche’ raccontiamo storie?

Se facciamo attenzione, in ogni cultura, possiamo notare come sia forte e spesso impellente il desiderio di passare ad altri una conoscenza precisa oppure una diceria vaga e senza confini se non quelli delle storie stesse, ondivaghe, che  fluide passano da persona a persona.

” I talenti epici sono piuttosto frequenti in Oriente. In ogni famiglia c’e’ uno zio che sa raccontare storie. si tratta per lo più’ di poeti silenziosi che rimuginano tra se le loro storie, oppure le inventano al momento e le modificano mentre le raccontano” annota nel suo libro sugli ebrei orientali Joseph Roth (Joseph Roth, Ebrei Erranti, Milano 1985, il libro apparve per la prima volta a Berlino nel 1927 presso le edizioni  ‘Die Schmiede’). Ancora Walter Benjamin come “Considerazione sull’opera di Nicola Leskov” aveva predetto la morte dello scrittore-narratore, di colui cioè’ che costruisce la sua narrazione sulle storie raccontate da altri.

Provate ad immaginare, in qualsiasi tradizione popolare una figura come ad esempio quella della zia Yentl, tipica della tradizione letteraria dell’Europa Orientale. Esattamente come fa la zia Yentl nel racconto L’Immagine (Isaac Bashevis Singer, L’Immagine, Milano 1987, traduzione di Mario Biondi): Zia Yentl si sfrego’ la fronte, quasi si fosse dimenticata che ne aveva in mente una. “Che cosa? Ah si! E’ successo a Krashnik…”

Il raccontare storie e’ un’arte antica e condivisa da molti popoli. A volte quest’arte rivive laddove era stata dimenticata o smarrita.

Noi dobbiamo raccontare. I poveri e derelitti lo fanno spesso. Se vi fermate per strada a parlare con un vagabondo, di quelli che puzzano e sono vestiti di cenci neri e lisi simili ad un cielo invernale ricco di nuvole grasse, potreste scoprire gemme inaspettate.

Ho scoperto da tempo, che quelli che noi riteniamo senza voce, invece a volte, ne hanno una molto forte.

Impariamo ad ascoltarli.

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The Highway of Tears

 

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They really have no voice.

In the northern region of British Columbia, Canada, there is a highway that has become known as the Highway of Tears.

If you drive there, and you forget the high trees, dense forest, and majestic mountains peaks that you can see in a distance, you will realize that you are driving on a strip of road that, since1962, has seen the disappearance  of 582 women and girls.

The missing women and girls are all indigenous.

Almost forty percent of them disappeared after the year 2000. No one knows why; the Government of Canada does not investigate. They have just vanished, evaporated into the thin air of this isolated part of Canada.

We have committed so many crimes against the indigenous population. We have killed them. Ignored them. Stolen from them. Humiliated them. They have indeed became a marginalized footnote in history. Just like these 582 women victims of violence.

At least let us try to remember them

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Good Night, Woman.

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Ciao, Maya.

(Maya Angelou, 1928-2014)

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Decalogue For a Reader

  1. You have the right to read                               oldbooks
  2. You have the right to read whatever you want
  3. You have the right to stop reading a bad book
  4. You have the right to stop reading a good book
  5. You have the right not to like a famous book
  6. You have the right not to like any book
  7. You have the right to reread the same book
  8. You have the right to be bored by Moby-Dick
  9. You have the right to not understand a book
  10. You have the right to read sitting on the toilet

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Dedicato a Tutte Le Lavandaie del Mondo.

Vecchia lavandaia

Nel libro autobiografico dello scrittore Yiddish, Isaac Bashevis Singer, e’ contenuto uno dei racconti forse più’ belli della letteratura del Novecento: La Lavandaia.

Narra la storia triste e dignitosa della vecchia donna “gentile” che ogni settimana lavava il bucato dei Singer per pochi soldi. Questa donna anziana e sola, abbandonata da un figlio ricco, si ostinava malgrado la sua eta’ a continuare il faticoso lavoro di lavandaia (siamo all’inizio del novecento). Faticava immensamente per non dipendere da nessuno e per onorare “l’amore per il lavoro che e’ una benedizione”. Alla fine della storia durante un inverno durissimo e dalle temperature polari la vecchia va a prendere un grosso carico di  biancheria da lavare. Ma invece di restituirlo dopo pochi giorni come era solito fare, sparisce e torna, ancora più’ curva e più’ vecchia dopo due mesi. Dice di essere stata molto malata, letteralmente in fin di vita “ ma non potevo riposare in pace nel mio letto a causa del bucato […]. Il bucato non mi lasciava morire”.

Al mondo che urla e cerca costantemente  di apparire, Il mondo globale e quello dei selfie. A quello che crede che tutto sia dovuto e per sempre. Quello sordo alle violenze siano esse della guerra civile in Siria o al piano di sotto nel nostro condominio. A quel mondo di furbi che non hanno mai fatto nulla nella loro vita ma che vogliono tutto comunque, ai disonesti. A quelli che rubano all’Expo di Milano o imbrogliano le vecchiette al bancomat. A quelli che vogliono essere primi ministri così’ che possono salvare le loro aziende. A tutti questi e a questo antepongo la vecchia lavandaia di Singer.

Donna senza voce. Che non e’ mai apparsa. Che non ha mai strillato. Che non si aspetta nulla dalla vita se non la giusta ricompensa per aver fatto il proprio lavoro e bene. E a tutti quelli come lei, quelli senza voce, che sono l’elica del mondo e che lo spingono avanti in silenzio ma con dignità, voglio esprimere la mia ammirazione e la mia gratitudine.

Grazie.

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Solo Come un Cane

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Quello che vedete nella fotografia, e’ il mio cane, Peanut.

Peanut e’ un mix tra un Beagle e un Golden Retriever. Ha quattro anni. E’ pieno di vita, di voglia di giocare, e’ pieno d’amore. Per la sua famiglia, per gli altri cani e per tutti gli esseri umani che incontra, siano essi belli o brutti. Ricchi o poveri, intelligenti o stupidi.

A volte e’ felice, altre e’ triste. E’ sempre grato per una carezza o un giro nel parco. E’ felice per un nuovo giocattolo (costo 3 dollari), quasi gli avessimo comprato una Ferrari. La sua occupazione principale e’ quella di amarci. Quanti di noi possono dire lo stesso delle relazioni interpersonali che sono parte della nostra vita?

Ieri, mentre attendevo in fila per prendere una macchina in noleggio all’aeroporto di Hartford (Connecticut) su uno schermo televisivo e’ apparso un breve messaggio da parte dell’ASPCA (The American Society for the Prevention of Cruelty to Animals): ogni 60 secondi un animale viene abusato. Trattato indegnamente. Ucciso. Abbandonato. Viene fatto morire di fame. Il 64% di questi sono cani.

Abbiamo adottato Peanut. Viene dal Tennessee, dove da cucciolo era stato condannato a morte perché’ abbandonato e dunque destinato ad essere avvelenato con il gas. E’ stato salvato da una persona di cuore, portato a Chicago dove ha trovato una casa, affetto, una famiglia.

Come si può’ abusare un animale che non chiede altro di amarti?

Guardate in questi occhi. Io quando lo faccio, vedo solo amore.

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One, Two, Three Popes…

++ PAPA FIRMA DECRETI, WOJTYLA E RONCALLI SANTI ++http://www.Ansamed.info

The canonization of both John XXIII and John Paul II will take place this Sunday, April 27, in Rome, and the event is expected to attract million of people to the epicenter of Catholicism.

Though both popes will be elevated to sainthood on the same day, their impacts on the Catholic Church and its more than a billion followers worldwide could not be more different.

I am not sure many people remember John XXIII, who after all, died in 1963. He was a stocky little man with a prominent nose and a gentle voice. he was considered a “transitional pope”, being 76 years old when he was elevated after eleven ballots to the Throne of Peter.

Regardless, during his short-lived papacy (just under five years), he did much to open the Church not only to the world but also to the future. In calling the Second Vatican Council (1962-1965), which he didn’t see completed because of his death in 1963, John XXIII shook the walls of a previously unchanging Church, essentially returning the individual human being to the center from the periphery of the Catholic vision as it was until that moment.

“We are all made in God’s image, and thus we are all Godly alike” was one of his teachings -an uncommon belief among his predecessors, where the supreme authority of the pope in all matters was unshakable.

The encyclical letter “Pacem in Terris” is not simply about peace. It is also (and especially) about human rights – about the dignity of man: the poorest, the forgotten, and the last. And this was more than fifty years ago.

I’ve written before that I consider John Paul II a pope that did damage to the Catholic Church.

His conservativism, his opposition to the opposition to the ordination of women, and his vision of a Church based on a sheltered and deaf perspective on the world (despite his frequent travels) all succeeded in alienating many that were ready to be embraced by the Catholic Church.

His appointing of conservative bishops throughout the world and his benevolence towards organizations like Opus Dei, Legion of Christ, Neocatechumenal Way and Schoenstatt, have served to push away those who are not part of such self-righteous way to see the Church.

There is a reason why churches are getting emptier and emptier, and there is a reason why the Catholic Church has pushed away more and more people.

The great popularity of Francis proves that people again wish to be part of the Church of Rome -a loving and open Church rather than one closer to the Middle Ages than our times.

I believe Francis is torn between the conservative forces that are still the predominant influence within the Vatican and his own vision of the Church of Rome (Just today news broke of a possible call he made to a divorced woman in Buenos Aires, telling her that she is doing nothing wrong in taking communion).

Francis is a Jesuit and by education is inclined to politics. Could this the reason he chose to make both John XXIII and John Paul II saints on the same day?

Is he trying to build a bridge?

Maybe.

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April 23, 2014 · 9:01 pm

El Sonador Encantado: Gabriel Garcia Marquez (1927-2014)

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Adios Maestro y gracias por dejarnos sonar.

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