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BERLUSCONI E’ LA PESTE NERA.

Per favore non votatelo. Tra oggi e domani fate quello che volete, meno una cosa: votare Berlusconi.

A quest’uomo non importa nulla di Voi, dell’Italia, dei Vostri Figli, delle Vostre Pensioni, di quei Quattro Soldi che faticosamente avete messo da parte. A quest’uomo non importa delle Donne, dell’Economia, dell’Europa, del Rispetto Internazionale, di una Ripresa economica seria.

Come potete votare un uomo di 78 anni che si comporta da buffone, che va in giro con ragazze che potrebbero essere sue bis-nipoti, che ha subito centinaia di processi e altri seri ne ha in corso. Che ha il volto sfatto e rifatto, che e’ volgare, che mente su tutto e tutti. Un magliaro che ha fatto la sua fortuna grazie a intrighi con banche sul finire degli anni sessanta, con la massoneria negli anni settanta, con la politica corrotta degli anni ottanta, con il delirio degli Italiani negli anni novanta e con l’assenza di cultura politica del duemila. Come potete votare un uomo che mente così’ spudoratamente su cose che se eletto, non riuscirà’ mai a fare; come cancellare le tasse, creare quattro milioni di posti lavoro, l’azzeramento del finanziamento pubblico ai partiti, tagli per sedici miliardi di Euro per le spese di Stato, niente patrimoniale e nessun aumento dell’Iva e via dicendo.

Aveva gia’ promesso queste cose negli anni passati: nel duemila promise di eliminare le tasse ai poveri. Mai fatto. Nel 2004 stessa promessa non mantenuta, e così’ nel 2005 e 2006 e financo nel 2010.

Berlusconi non e’ un caimano, e’ peggio, molto peggio. E’un cancro per l’Italia e per l’Europa. Vuole ( considerati i suoi guai giudiziari) e deve essere eletto. E’ l’unico motivo per cui continua a candidarsi, per continuare a stare a galla, per non affondare.

Odia tutto quello che non fa parte delle sue bugie e del suo delirio e che non riesce a comprare, a ricattare oppure a corrompere. Anche il mercato finanziario (che dovrebbe invece essergli alleato essendo lui un super-capitalista), lo disprezza. Da anni ormai appena corre voce che Berlusconi vuole candidarsi , si candida o addirittura vince le elezioni i mercati vanno a picco e non solo quelli Italiani.

Continua a non rendersi conto che il Comunismo e’ finito da un quarto di secolo. Che le donne non sono solo puttane da fottere. Che l’Economia e’ una cosa seria. Che la crisi mondiale del 2008 ha significato il fallimento di quelle allucinanti teorie economiche che lui cerca di scimmiottare e mi riferisco al super liberalismo finanziario degli economisti della Scuola dell’Università’ di Chicago.

Berlusconi e’ la Peste Nera della politica e della finanza europea e italiana.

Tra oggi e domani fate quello che volete. Bevete vino. Fatevi una canna, andate a Messa.

Ma non votatelo.

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IL TERRORISTA

E’ tornato e nemmeno tanto all’improvviso.

Il Terrorista e’ ritornato sulla scena da qualche settimana e già’ i danni che ha provocato stanno squassando l’Europa. Lo spread e’ aumentato. I mercati europei hanno subito perdite importanti. Tutto questo perché il Terrorista e’ sceso in campo ancora.

Il Terrorista mette paura. Ha orecchie enormi, Luciferine. Guardatelo bene, fate attenzione. Ha il viso levigato dalla chirurgia plastica e i pochi capelli che gli rimangono sono attaccati al cranio  tristi e stanchi, come lo dovrebbero essere in molti mentre lo ascoltano ancora promettere l’impossibile. La bocca e’ enorme. Mostruosa, atteggiata ora in un ghigno satanico, ora in una smorfia capricciosa. Il Terrorista si batte perche’ sia eletto ancora. Ancora una volta così che possa far danni ancora peggiori non solo all’Italia ma anche all’Europa stessa. Il Terrorista non si cura del resto del paese. Della vergogna e imbarazzo che provoca a tutti gli Italiani perbene.

Lui parla parla parla. Il Terrorista parla sempre, e’ in fondo una delle sue tattiche: riempirti di parole, anche senza senso purché’ il suo rumore copra la tua civiltà’. Spero solo che gli Italiani almeno questa volta siano stanchi di lui e comprendano il danno che eleggere Berlusconi farà’ non solo all’Italia ma anche all’Europa.

Il Terrorista, tale Silvio Berlusconi, non può essere eletto, per il semplice fatto che la sua elezione porterà il paese in una situazione forse senza ritorno. Non e’ possibile che tutti gli osservatori politici e finanziari del mondo si sbaglino. Non e’ più’ il momento di scherzare, questo non e’ più’ un fatto di costume semplicemente dell’Italia, paese di mignotte e Arlecchini, bensì’ e’ un problema di tutti.

Non fidatevi mai del Terrorista.

Di voi, a lui non interessa assolutamente nulla.

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La Strizza di Obama

Lo ammetto.

Ho sempre pensato da quando l’ho visto parlare in televisione qualche anno fa, che Obama fosse supponente. L’arroganza di quello bravo, bello e che conosce sempre una verità’ in più’ di te. Ed essendo molto generoso, te la spiega.

Ma forse adesso Obama ha strizza. Che bella parola: Strizza. E’ figlia del dialetto romanesco e semplicemente significa Paura. Qualcosa che ti nasce dentro e simile a un piccolo malevole dybbuk, inizia a vivere dentro di te e ti stringe lentamente simile a una morsa ferrea ma gentile che dapprima non la senti ma che alla fine ti ammazza.

Un paio di giorni dopo aver perduto il dibattito televisivo contro Mitt Romney, Obama ha iniziato a lanciare grida di giubilo perche’ il tasso di disoccupazione e’ sceso per la prima volta sotto l’8%. Cercando di far apparire una vittoria di Pirro come Stalingrado dalla parte dei Russi.

Segnali di nervosismo. Di strizza appunto. di  insicurezza. Il campo di Obama sembra non avere un chiaro messaggio da mandare al paese. La gente quattro anni fa ha creduto alla sua promessa di change, ma oggi?

Certo e’ che nessuno si aspettava un Romney aggressivo, sicuro di se, un Mitt molto presidenziale. Ha compreso forse che e’ meglio abbandonare la retorica urlante del tea party (forse l’ha lasciata in appannaggio di Ryan) e si sta muovendo verso il centro dove in fondo si vince. Obama ha forse dimenticato, che Romney fino al giorno del dibattito e’ stato si, un pessimo uomo di campagna politica, ma in fondo si tratta sempre di uno che e’ stato un grande executive, cosa questa che agli americani piace.

Nel mio post precedente ho scritto di “sfide finte e court jester”. Ma forse ho dimenticato come in fondo gli Americani sono ancora abbastanza ingenui da credere alla televisione e dunque anche una sfida finta può’ far apparire un uomo di cartone come uno di marmo.

Comunque sia, credo che Obama ora ha paura.

Sente appunto, la Strizza.

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La Sfida (finta) e i “Court Jester” di Gianfranco Grande

Gli Americani amano i pubblici dibattiti dei candidati alle elezioni. Anche se in fondo tutti sanno che lo spettacolo molto spesso triste che i candidati offrono non e’ altro che un semplice “extra time” pubblicitario. Con domande troppo spesso scontate e con i giornalisti che purtroppo non fanno i veri giornalisti, bensì’ fungono da maestri di cerimonia. Ma si capisce in fondo fa “status” essere un moderatore di un dibattito presidenziale. Nonostante l’importanza del momento tutti, sia i giornalisti che i candidati si comportano quasi fossero Court Jester. Tipo Danny Kaye nell’omonimo film del 1956.

Riuscirà Romney a non dire stupidaggini? E’ questo uno dei grandi quesiti del primo dibattito.

C’e’ da sperarci perché  spesso  i candidati hanno avuto uscite troppo spesso ridicole. Come dimenticare il caro vecchio George Bush Jr durante la sua prima campagna presidenziale oppure il grande  Don Quayle? Comunque Romney e’ in buona compagnia: come non ricordare Gerald Ford nel 1976 che nego’ l’esistenza della supremazia sovietica nell’Europa Orientale degli anni settanta? Oppure l’urlo di Howard Dean nel 2004? O lo stesso padre di Mitt, l’allora governatore del Michigan nel 1967 durante le primarie repubblicane contro quel vecchio volpone di Richard Nixon?

Speriamo che all’ormai prossimo dibattito televisivo one dei due candidati ci faccia sorridere, che a piangere ci pensiamo da soli.

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