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Quando non ci saranno più’ Elefanti

Elephants

Che faremo quando non ci saranno più’ Elefanti?.

Voglio dire completamente. Tutti morti. Uccisi. Distrutti. Annientati. Che faremo allora? Per favore, leggete  il bellissimo articolo (National Geographic) di Bryan Christy con le fotografie di Brent Stirton sui 25,000 elefanti che sono stati uccisi lo scorso anno.

25,000.

Uccisi per nessun motivo valido. Io non considero l’uccidere per l’avorio un motivo serio. A me, che i Cinesi facciano grande uso di avorio non me ne frega nulla. Nel 1979, c’arano 1.3 milioni di Elefanti Africani nel 2007 il loro numero si e’ ridotto a poco più’ di 500,000 esemplari.

In troppi paesi al mondo esiste un mercato illegale per l’avorio. Nelle Filippine, in Cina, in Giappone. Se continuiamo di questo passo tra venti anni non ci saranno più’ elefanti, se non qualche vecchio esemplare, triste, rinchiuso in qualche zoo.

Sono animali splendidi. Forti. Intelligenti. Fanno parte della storia del nostro pianeta.

Per favore, smettiamo di ucciderli. Fermiamo il massacro. Non voglio pensare a quando non ci saranno più’ elefanti.

A proposito, in liberta’ restano 3,200 tigri, 50 Rinoceronti di Java, 200 di Sumatra e 786 Gorilla di Montagna.

Perche’?

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January 27,1945-2015. Keeping the Memory alive.

Let’s not forget. Not now, not ever.

KZ Auschwitz, Einfahrt

 

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I AM NIGERIAN (Not only Charlie)

Today  I am also Nigerian (Not only Charlie).

Abubakar_Shekau_octobre_2014

Boko-Haram left bodies scattered everywhere in villages around northern Nigeria, killing as many as 2,000 people.

I don’t know their names.

That’s why today I am also Nigerian.

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I AM CHARLIE

Andrea_Mantegna,_lamento_sul_cristo_morto,_dettaglio

Aujourd’hui Je suis français.

 

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At Some Point…

At some point we just need to stop.

against hate

Just Stop Hate.

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About Peace

For the Israeli and the Palestinians.Image

 

Especially today.

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Good Night, Woman.

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Ciao, Maya.

(Maya Angelou, 1928-2014)

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The True Children of a Lesser God

 

Child in Syria

We are not talking about it. It’s a shadow. Just far and away. We are not talking about it.

We are not talking about the children of Syria.

In February a report was presented to the U.N. Security Council that verifies the terror suffered by Syria’s children during three years of an insane conflict. But they don’t care. No action.

Children have been sexually abused. Raped. Executed. Children have been used as human shield. Their relatives have been tortured before them.

More than 10,000 have been killed. We are silent. They don’t exist. The children of Syria are far and away. Shadows and ashes that we ignore.

They are the true children of a lesser God.

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Nelson Mandela, 1918-2013

ENKOSI TATA

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La Sfida (finta) e i “Court Jester” di Gianfranco Grande

Gli Americani amano i pubblici dibattiti dei candidati alle elezioni. Anche se in fondo tutti sanno che lo spettacolo molto spesso triste che i candidati offrono non e’ altro che un semplice “extra time” pubblicitario. Con domande troppo spesso scontate e con i giornalisti che purtroppo non fanno i veri giornalisti, bensì’ fungono da maestri di cerimonia. Ma si capisce in fondo fa “status” essere un moderatore di un dibattito presidenziale. Nonostante l’importanza del momento tutti, sia i giornalisti che i candidati si comportano quasi fossero Court Jester. Tipo Danny Kaye nell’omonimo film del 1956.

Riuscirà Romney a non dire stupidaggini? E’ questo uno dei grandi quesiti del primo dibattito.

C’e’ da sperarci perché  spesso  i candidati hanno avuto uscite troppo spesso ridicole. Come dimenticare il caro vecchio George Bush Jr durante la sua prima campagna presidenziale oppure il grande  Don Quayle? Comunque Romney e’ in buona compagnia: come non ricordare Gerald Ford nel 1976 che nego’ l’esistenza della supremazia sovietica nell’Europa Orientale degli anni settanta? Oppure l’urlo di Howard Dean nel 2004? O lo stesso padre di Mitt, l’allora governatore del Michigan nel 1967 durante le primarie repubblicane contro quel vecchio volpone di Richard Nixon?

Speriamo che all’ormai prossimo dibattito televisivo one dei due candidati ci faccia sorridere, che a piangere ci pensiamo da soli.

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