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Francesca and Marco (My Children)

I want to hear the same question from my children…Francesca and Marco.Quotation-Eve-Merriam-giving-child-birth-mother-dream-war-Meetville-Quotes-79058

Can you help me?

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E Le Suore No?

Monaca-di-MonzaAmmettiamolo.

Ai preti dice meglio. Mi spiego: Essi hanno figli illegittimi, amanti (di tutti e due i sessi) piu’ o meno nascosti. “Mogli” che vivono nell’ombra; insomma ne fanno e ne hanno fatte di tutti i colori eppure non vengono spretati o mandati in esilio anzi mi risulta  che in molti casi siano le varie diocesi a pagare il mantenimento di questi figli dell’ombra. E’ stato cosi’ da secoli e  va’ in tal modo in questo nostro mondo sbilenco. Nessun stupore. Di questi tempi un prete che ha un figlio illegittimo non fa veramente notizia. Amen.

Ma fa notizia invece la storia che ho letto nei giorni scorsi di una suora salvadoregna, Suor Roxana Rodriguez la quale ha partorito nell’Ospedale San Camillo in Rieti un bel maschietto di 3.2 chilogrammi  che e’ stato chiamato Francesco. Il fatto per se non mi turba, ma quello che mi ha dato fastidio e’ come si sia espresso il Vescovo di Rieti, Monsignor Delio Lucarelli. Infatti il prelato ha suggerito alla suora di lasciare la vita conventuale e di tornare allo stato laicale. Raccomandazione questa che infatti e’ stata subito raccolta e condivisa dalla madre superiora del convento Delle Piccole Discepole di Gesu’ dove viveva Suor Roxana.

Due pesi e due misure. Non sono un ingenuo e non mi stupisco di come la vicenda sia stata trattata eppure mi da fastidio leggere dell’ipocrisia e divergenza di trattamento che la Chiesa di Roma riserva alle donne. Non parlo di Teologia. Questa notizia e’ infatti una non-notizia. Una donna ha fatto sesso con un uomo (anche se aveva promesso di astenersi) ed e’ rimasta incinta.

Da Cattolico vorrei che la mia Chiesa si comportasse in modo piu’ rispettoso verso le donne e che smettesse di considerarle inferiori agli uomini nonostante le belle parole di circostanza.

Mi risulta che il piccolo sta bene e in fondo questa e’ la cosa piu’ importante.

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L’Anno Che Verra’

FireworksAuguri.

Auguri a tutti voi. A quelli che mi leggono e a quelli che non sanno nemmeno che esisto. Auguri a quelli stanchi, ai tristi. A quelli che hanno smesso di ridere da un pezzo perche’ non hanno piu’ soldi, hanno perso il lavoro o perche’ la moglie e’ scappata con Rino il benzinaio.

Auguri a quelli che strillano sempre anche quando non serve a nulla. Auguri agli stronzi che in fondo non mancano mai basta guardarsi intorno. Auguri a quelli che cercano di smettere di fumare ma non ci riescono che solo sentissero quanto puzzano. Auguri a quelli che ancora credono che Berlusconi e’ l’uomo della Provvidenza. A quelli che stanno a sentire Beppe Grillo che forse strilla cosi’ forte perche’ ha paura del silenzio e dunque Auguri anche a lui.

Auguri ai Cattolici intransigenti che sono convinti di andare in Paradiso perche’ sanno recitare bene le preghiere e fanno parte dell’Opus Dei o di Comunione e Liberazione (son confuso, ma Formigoni ha finalmente scopato o e’ ancora vergine?), comunque Auguri anche a loro.

Auguri agli orfani di Mandela. Auguri a quelli che arrivano a Lampedusa infreddoliti, soli e disgraziati, anzi a loro Auguri doppi.

Auguri a quelli che hanno dimenticato che noi Italiani siamo stati i primi veri emigranti (insieme agli ebrei soprattutto quelli orientali, auguri anche a loro) e abbiamo esportato la Mafia, il primo Made in Italy. Non dimentichiamolo.

Auguri a mia zia Maria che ha ottantanove anni, e’ sordomuta dalla nascita, ha un cancro alla mammella e si e’ rotta il femore e non cammina piu’. Eppure continua a sorridere. Dunque auguri a mia madre (che di anni ne ha settantanove) e che si prende cura di lei.

Auguri a quelli che non sanno amare. A quelli che hanno smesso di sognare. Ai vacui, a quelli con troppi tatuaggi che un giorno se ne pentiranno.

Auguri al Signore che ha tanto lavoro da fare.

Auguri ai miei figli che continuino a crescere sani e con il sorriso sempre nelle tasche. Auguri a mia moglie che e’ la mia vita.

Auguri a Peanut, il mio cane e che mi insegna tante cose.

E in fondo auguri anche a me.

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Noi Padri

la luna e tuMe ne stavo seduto al O’Hare International Airport di Chicago bevendo un americano grande con 2 extra “shots” di espresso in attesa d’imbarcarmi su un volo verso la east coast. Il mio sarebbe partito in pochi minuti. Un uomo enorme continuava a mangiare da un contenitore di plastica qualche cosa di strano che non riuscivo ad identificare. Un gruppo di assistenti di volo passo’ vicino a me rumoreggiando come fossero uno stormo di laridi.

Fuori dalle grandi vetrate il sole picchiava impietoso su grossi aerei addormentati al terminal. La luce del primo pomeriggio ballava coraggiosa sulle ali di quell’aereo che in pochi minuti mi avrebbe inghiottito nel suo ventre capace, insieme ad occhio e croce, a un centinaio di altri viaggiatori che come me attendevano vacui e stanchi il loro destino.

Pochi attimi prima che l’agente del gate iniziasse il suo tipico rosario pre-volo, un uomo anziano saluto’ cordialmente un altro viaggiatore molto piu’ giovane, un uomo abbastanza distinto di quarant’anni circa che indossava una maglietta con su scritto la parola “NASA”. Quella che segue e’ piu’ o meno la loro conversazione:

“Salve, lavori alla Nasa?” chiede l’uomo anziano.

“Si, infatti lavoro alla NASA”

“Che coincidenza, anche mio figlio”

“Davvero? E come si chiama?”

“Thomas D.”

“Accidenti, ma io lo conosco!!”

“Incredibile! Ehy Louise, Il signore conosce Tom!” dice l’anziano tutto eccitato alla moglie. Come risposta, la signora si alza dal suo sedile e simile alla lumachina di Pinocchio si avvicina ai due.

“Dove vai?”

“Sono in transito da Huston a Boston”

“Che coincidenza, anche noi…e cosi’ conosci Tom?!”

” Assolutamente! un’ottima persona e…un grande astronauta”

Avrei voluto che voi foste con me, al terminal H1 aspettando un volo qualsiasi verso una qualunque citta’ dell’East Coast. Se lo foste stati avreste visto l’espressione di gioia illuminata e profondo orgoglio del vecchio signore. Era un lampo d’orgoglio verso il figlio, di benessere sereno da parte di un padre che sente di aver fatto tutto il proprio dovere. Ma soprattutto era amore. Puro. Perfetto. Amore verso il figlio. Credo non perche’ gli astronauti al mondo sono solo pochi, veramente pochi.

Ieri sera ho accompagnato mio figlio Marco Alexander al suo primo allenamento di pallacanestro con la squadra della sua scuola (fa la quinta elementare). I ragazzini erano palesemente felici di iniziare una nuova avventura nella loro vita. Quasi tutti sfoggiavano magliette raffiguranti D-Rose, L.James e i Bulls di Chicago e i Lakers di LA.

I due allenatori, erano gentili ma fermi allo stesso tempo, spiegando le varie tecniche di tiro, stoppaggio, quello che insomma forma le basi di questo sport.

Sedevo all’angolo piu’ lontano della palestra osservandoli attentamente. Vedevo Marco, correre con entusiasmo cercando di mettere in pratica gli insegnamenti dei suoi allenatori. Devo ammettere che dopo un poco avevo smesso di guardare gli altri bambini. Essi erano diventati per me una galassia nebulosa e lontana. Guardavo solo il mio Marco, che giocava a pallacanestro correndo felice e serio sul parquet. Palleggiava a fatica una palla forse troppo grande per lui, lanciandola in un canestro troppo lontano. Distante quasi fosse la luna.

Marco divento’ allora il mio piccolo astronauta. E son convinto che se qualcuno mi avesse visto in quel momento forse avrebbe letto nei miei occhi lo stesso orgoglio del padre dell’astronauta all’aeroporto di Chicago.

Sono certo che vi avrebbe letto anche un grande amore. Infinito come l’Universo.

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